Di rose e di spine

Immagino che nel mondo dell’arte musicale non sia tutto rosa e fiori, ma piuttosto sia un miscuglio di rose e di spine.
Capisco anche che non sia affatto facile assicurarsi una carriera artistica di lunga durata, soprattutto se si sopravvive ai maledettissimi 27 anni.
Cinismo ed ironia a parte.
Mantenersi una carriera musicale per tutta la vita, soprattutto quando la salute è buona e si campa a lungo, può essere molto difficile sia perché non sempre si può essere geniali in ogni cosa che si fa o si produce sia perché, appunto, gli anni passano e si invecchia, rimbecillendo anche un pò, diciamocelo pure..
Si passa dalla cresta dell’onda ad un malinconico patetismo nel voler essere ancora al centro dell’attenzione.
Non credo che ci sia un’età giusta per uscire di scena.
Penso invece che uno dovrebbe uscirci e rientrarci quando ha davvero qualcosa da comunicare e non solo per il gusto di dire:

Belli, questi palchi sono miei, prima ancora che vostri, perché me li sono conquistati tempo addietro.

Certo, è vero, ma allora se vogliamo vivere di malinconici ricordi, va bene essere invitati a qualche serata, cantare una canzone amarcord, giusto per guadagnare anche due soldi, ci sta, ma cercare di ancorarsi a tutti costi ad un palco, alla scena…
Lo trovo patetico.

Vorrei fare un azzardato paragone tra due “big” del festival.
Tra di loro non ci sono dieci anni di differenza: Lui 72 e Lei 63.
“Vecchi” entrambi, potreste dirmi.
Invece non è qua il punto.
Non è solo una questione di età, come forse è apparso fino ora.
Analizziamoli velocemente…
Lui datato, presuntuoso e saccente.
Lei donna, combattente e poetessa (non a caso inizia la sua carriera nel ’68…).
Lei ha ancora molto da dare, da dire, da comunicare.
Lui invece non può più dare nulla se non ricordi ed un bicchiere di vino ed un panino.

Cosa ha fatto scatenare in me questa ira nei confronti del Cellino?!
Una scena dell’ultima serata del Festival:

È accaduto la serata dell’11 febbraio di quest’anno all’ultima puntata del Festival di Sanremo che il cantante pugliese Albano Carrisi ha avuto un atteggiamento prepotente e maleducato che non è piaciuto per nulla al pubblico telespettatore. Il cantautore neo melodico di Cellino San Marco ha strappato un fiore dal mazzo regalato ad Ermal Meta per tenerselo solamente per sé. A quanto pare, il pubblico notando questo particolare non è rimasto indifferente e si è scatenato tramite il web e i social lanciando numerose polemiche, critiche e commenti negativi nei suoi confronti. D’altro canto, però Ermal Meta, giovane artista di origini albanesi ha preso un altro fiore dal suo mazzo per darlo a Maria De Filippi proprio come un vero galantuomo. Insomma, non si sa per quale ragione Al Bano abbia avuto un atteggiamento del genere, forse semplicemente per stare al centro dell’attenzione o per altro? A quanto pare, il pubblico non sembra che l’abbia compreso ma neanche tanto gradito.

FONTE: Blastingnews

 

E mi ci scateno pure io contro di Lui.
Rispetto a chi ha fatto la storia della musica italiana, ma altrettanto rispetto a chi, con le sue forse, sta emergendo ora.
Ognuno ha il suo tempo, ognuno ha le glorie che si merita, ognuno non deve oscurare la scena dell’altra.
Purtroppo, però, caro Albano, questa volta te la sei oscurata da solo la scena…

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Con la merda al cervello,
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Vince lui…Vince lui…

Inutile dirvi – dal momento che siamo già all’ultima serata- che anche questa volta non sono io a presentare né tanto meno a condurre il Festival di Sanremo.
Visti i miei sostenitori, sono però sicura che sarò io a presentarlo negli anni a venire:

 

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Una cosa mi rimane da fare: decretare chi vincerà.
E sarà lui, non si discute:

 

Sento l’aria di San Remo dalla finestra di casa mia che mi sussurra:

Vince lui…Vince lui…

Staremo a vedere,
buona ultima serata!

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Parlandoti sopra.

A: «Poi ieri Tizio ha detto che sarebb… »
B: «…Sì,sì! Che sarebbe opportuno che facessimo questo e quell’altro!»

Sei lì, che ti stai prendendo i tuoi due minuti di gloria, che stai cercando di metter su un ragionamento morfosintattico, quando, improvvisamente, compare questa strana figura che si pone davanti a te ed apre bocca e come per magia interrompe il tuo discorso da Oscar, parlandoti sopra.

Parlandoti sopra…

Per l’amor del Cielo: quando sono incazzata, sono la prima a parlare sopra le persone perché, in quei contesti, con la merda al cervello, la mia ragione predomina necessariamente su quella degli altri.
Dopo tutto sono una donna.
Bene.
Ma quando sei lì, tranquilla, che parli e arriva uno che…
Niente: deve parlarti sopra.
Deve, eh!
E’ una cosa davvero fastidiosa.
Sarà che non dico cose interessanti, sarà che ho poco carisma…saranno tante cose, ma è una cosa che non tollero.
Aspetta il tuo turno, no?!
Adesso mi munisco dei bigliettini numerati come dal macellaio e li distribuisco equamente tra i partecipanti di un dibattito in modo che tutti possano dire la loro, dannazione.
Oppure mi faccio inviare da qualche quiz televisivo uno di quei pulsanti per prenotare la risposta: peeeh.
Che vita straziante.

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Buon pomeriggio,
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Sbrago post bevuta

A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco.
(Erri De Luca)

Per me il caffè, oltre ad essere una bevanda da me molto amata, ha avuto sempre un forte potere motivazionale.
Il caffè riesce a darmi la forza di svegliarmi ed il coraggio di andare avanti.
E’ riuscito a salvarmi da tante situazioni: “Magari ne parliamo davanti ad un caffè, che dici?” e mi ha evitato tanti piccoli debiti: “Ah, allora grazie, ma ti devo un caffè!”.
Amo il caffè perché lui, senza che sappia minimamente chi io sia, mi ama, offrendomi molto più di quello che egli stesso pensare (lui non pensa…)
Il caffè mi incoraggia, mi risolleva, mi sveglia e mi svuota.
Mi svuota nei momenti di peggiore stitichezza con il suo dolce sbrago post bevuta.
Grazie Caffè!

 

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Buona giornata,

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