Carovana di padri

L’estate è iniziata.
E solitamente inizia con le cabine nelle spiagge, la fine della scuola e l’apertura delle discoteche.
Ed insieme all’arrivo dell’estate e all’apertura delle discoteche, iniziano anche le carovane di padri assonnati che, in doppia fila, aspettano le proprie figlie adolescenti all’uscita della discoteca.
Padri in stato comatoso che, all’interno dell’abitacolo dell’automobile, si chiedono se stiano ancora sognando oppure se siano davvero lì, al mondo.
Con il cuore e la speranza di chi vuole portare via le balle, scambiano chiunque ragazza si avvicini alla macchina per la propria figlia: alzano la testa, per poi abbassarla, delusi: non era lei.
Ma logicamente la propria figlia arriva sempre per ultimo.
Entra in macchina, stanca, ma con l’adrenalina ancora alta e inizia a parlare a raffica.
Il padre di solito non sa se addormentarsi come se quelle parole fossero una favola o insultarla per quella gonna troppo corta.
Quella gonna che da giovane avrebbe voluto vedere in qualche bella ragazza, ma non la stessa che ora vorrebbe notare in sua figlia.
Ma poi: non poteva appassionarsi alla pesca?!
Sarebbero andati assieme la domenica mattina e si sarebbero divertiti!
Inoltre sarebbero stati belli freschi e riposati.
Invece no.
Si è appassionata alla discoteca.
Anche a lui piaceva da giovane, ma era una discoteca diversa, mica come queste di adesso!
La figlia parla e lui vorrebbe tirarle una scarpa in faccia, ma almeno lei sorride e lui non può fare altro che esser felice.
Anche se sarebbe più felice nel letto.
A dormire.

Antippa

 

 

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