L’amore ai tempi dei modelli

Ieri notte, tornando a casa, facevo una riflessione.
Chissà perché la notte porta così tante riflessioni.
Pensavo che, a volte, l’amore ci rende persone davvero stupide.
A volte, infatti, facciamo, anzi, più in generale: a volte le persone – soprattutto i giovani – fanno delle cose davvero stupide.
E con stupide si intendano anche cose affrettate, avventate o istintive:
un tatuaggio con lo stesso simbolo, una convivenza senza manco conoscersi, un figlio voluto – voluto, non capitato, intendiamoci – dopo due mesi di frequentazione…e tante altre.
Tutte queste mi sembrano cose, appunto, stupide o avventate o frettolose.
Non so, però, se queste azioni siano dettate dall’amore che si provi per una persona o, piuttosto, a soddisfare dei cliché dell’amore:
“facciamoci un tatuaggio che è una cosa romantica”, “andiamo a vivere assieme e stiamo sempre-sempre assieme”, “facciamo un figlio perché ho capito che ti amo”.
A parte che se fai ‘sti ragionamenti non hai capito proprio un cazzo, ma questo è solo il mio punto di vista.
E’ vero: quando sei innamorato di una persona, pensi che non possa finire mai e, in quel momento, dai sfogo a tutte le idee creative per dimostrare quanto vi amiate.
Il problema è proprio questo.
Dimostrare qualcosa, ma al ‘qualcuno’ sbagliato.
Mi spiego.
Queste persone vogliono dimostrare non al proprio innamorato, ma al mondo che sono innamorati.
Che anche loro sono innamorati, perché va di moda così.
Discutendo di questo, mi è stata detta una frase che trovo molto bella ed idonea al contesto:

“L’amore ai tempi dei modelli”.

Sì, forse è così.
Forse alcuni preferiscono cucirsi addosso modelli di amore già prestabiliti piuttosto che cucirseli su misura.
Ma d’altronde, che ci vogliamo fare?! Siamo la generazione della globalizzazione.
Il lavoro di sartoria non lo conosce più nessuno.

Buon fine settimana,
Antippa

Grazie ad Omar per questa riflessione notturna…

 

 

dellamore-e-di-altri-demoni

Cosa giusta vs cosa sbagliata

La primavera è ritornata e con essa torno anche io.
Come detto più volte, il blog deve essere un’esperienza positiva, non un’obbligazione. Così, ogni tanto, sento il bisogno di sparire, per poi ritornare con nuovi argomenti da affrontare.
Giusto questa mattina, tra uno starnuto primaverile e l’altro, ripensavo a tutte le volte in cui ho fatto delle cose solo perché esse erano “la cosa giusta” da fare.
Ho pensato, per esempio, a tutte le volte in cui ho coinvolto qualcuno a fare qualcosa perché era “la cosa giusta” e a tutte le volte, poi, in cui sono stata messa da parte da quel qualcuno.
La vita è strana, eh.
O forse è il karma che dice: tesoro, le cose le devi fare in maniera spontanea, mica devi farti ‘ste locubrazioni mentali!
E forse ha ragione.
“Fare la cosa giusta” è sempre giusta, ma talvolta occorre rischiare e “fare la cosa sbagliata” che sarà anche sbagliata, ma sicuramente è più sincera.
Io sono un po’ stufa di cercare di essere sempre l’amicona di turno, sono stufa di cercare l’equilibrio della cosa giusta da fare.
Che poi, parliamoci chiaro, fare la cosa giusta non è mica così semplice, eh!
Innanzi tutto devi inghiottire tanti rospi amare e poi, tanto, se la si prende sempre in quel posto -per essere fini-.
Uno forse dovrebbe fare quello che si sente di fare, nell’armonia e sincerità di quel gesto, con la gentilezza ed educazione sempre da ricordare.
Fare la cosa sbagliata non ci rende meno buoni. Ci rende più sinceri.

Buon giovedì,
Antippa

 

angelo-e-diavolo-16382517

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑