Fottere la fantasia

Oggi un bambino mi ha chiesto se quello che avevo in mano fosse uno specchio o un tablet.
O un tablet.
Vi rendete conto?!
Io no, non me ne rendo conto.
Siamo destinati a cestinare la fantasia delle nostre generazioni future per colpa di un uso eccessivo ed insensato di tecnologie moderne.
Tecnologie che, per l’amor del Cielo, sono stra-utili, ma, come per tante altre cose, un uso eccessivo non fa altro che “fottere” la fantasia dei bambini.
Mi direte: “Bè, un bambino ha confuso uno specchio con un tablet: se non è immaginazione quella!”
No, questa volta non vi faccio passare questa obiezione: il bambino sperava che quello che avessi in mano fosse un tablet per rincretinirsi lì davanti e smettere di avere ogni contatto con la realtà.
Una realtà che per un bambino sano può diventare tutto tranne che una “realtà”.
Quando ero piccola, ricordo che mi sparavo di quei trip mentali degni di qualche paziente schizofrenico.
Ora invece sono pochi i bambini che giocano di immaginazione, senza il bisogno di stimoli dati “dall’alto” (o dal basso, come mi piace dire!).
Da bambini ci creavamo un mondo di fantasia per ogni oggetto o luogo della quotidianità.
Se pur io sia della generazione dei videogiochi, alcuni di noi sono scampati da questa “droga” (ma magari non da altre…) e ci bastava un nonnulla per divertirci.
Ora potrebbe sembrare che io faccia l’anziana (quale non sono) e potrebbe anche sembrare che io rimpianga i vecchi tempi andati, ma no: non voglio assolutamente creare amarcord!
Voglio però fare un appello:

ridate la fantasia ai bambini, levategli lo smartphone e il tablet.

Avranno tutta la vita per giocarci, ora fateli vivere avventure fantastiche tra sedie di plastica e cucchiai in legno.
Malinconica,
Antippa

Cordialmente

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Ph. Omar T.

Ed eccomi qui: in versione Dottoressa neo-laureata.
No, non voglio vantarmi, ma non nego di esser fiera di me.
Sono fiera che, nonostante tutto, io ci sia riuscita.
Ci sono stati giorni bui.
Giorni in cui nessuno avrebbe mai scommesso su di me.
Giorni in cui ero l’ultima, la peggiore.
Invece adesso sono lì, con una faccia da quattordicenne e il sorriso di una che ce l’ha fatta!

Cordialmente,
Dott.ssa Antippa

E’ lei che mi scrive!

Se ‘sgamate’ dei messaggi di una ragazza sul telefono del vostro fidanzato, significa che gli avete guardato il cellulare.
E se gli avete guardato il cellulare, significa che non avete molta fiducia in lui.
Guardare il cellulare è una cosa pessima, ragazze, sappiatelo.
Poniamo però il caso che ancora non sapevate di questa cosa e che l’abbiate fatto: avete guardato sul telefono del vostro ragazzo e ci avete trovato una conversazione con una tipella.
Ovviamente a questo punto chiederete spiegazioni ed ovviamente la risposta che riceverete sarà:

“No, ma che pensieri ti fai?! E’ lei che mi scrive!”.

Bene.
Se il vostro ragazzo risponderà così, le ipotesi sono due:

1) è sincero e allora non avete motivi per non credergli,
2) sta mentendo.

Per noi donne è molto più semplice credere alla seconda ipotesi piuttosto che mettere in discussione tutto e pensare, invece, che sia stato lui a scrivere a questa persona per chissà quale ragione.
E le ragioni sono sempre le stesse, non crediate!
O è un donnaiolo.
O è stufo di  voi.
O è in cerca di attenzioni.
Nel dubbio, uno che non dà una risposta sincera è un codardo.
Un ipocrita.
Un coglione.
Potrei stare ore ad elencare le caratteristiche di questa tipologia di maschio, ma finirei per mandarlo in clinica psichiatrica.
Esageri!
No, non esagero affatto: un uomo simile è una persona a disagio con gli altri e, tanto più, con sé stesso, quindi insultarlo peggiorerebbe solo la sua condizione.
Non voglio dare la colpa agli uomini, assolutamente no: ci sono un milione di ragazzi sinceri e un milione di ragazze…come dire: troie.
Esistono però anche brave ragazze.
Ne esistono, sì.
Brave ragazze che per colpa di ipocriti – codardi – che – non – sono – in – grado – di – denunciare – sé – stessi, passano per quello che assolutamente non sono: troie.
Non è piacevole che la fidanzata di un ipocrita-codardo non ti guardi manco in faccia perché chissà quale falsa storia è circolata sul tuo conto.
Non è piacevole pensare che ci siano uomini tanto maligni che piuttosto di pararsi il culo, spargono merda su altre persone.
Altre persone che MAI hanno dato né la parvenza né l’illusioni di interessarsi a questi vermi.
Con tutto il poco rispetto che ho,
Antippa

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Difetti (non miei)

Bisognerebbe vedere sempre il buono delle persone, pur riconoscendo e valutando i loro limiti.

Le migliori riflessioni nascono in macchina, alle 2 di notte, con il sonno che ti rende più vigile di mai.
Tutti noi abbiamo difetti.
Io no, ma lo si sa.
Mettiamola così: ci sono persone che ne hanno.
E ce ne sono alcune con difetti più grandi dei pregi e altre, invece, con pregi più grandi dei difetti.
‘Sto giro di parole per dire semplicemente che nessuno (o quasi) è perfetto.
Tutti hanno difetti ed occorre che una persona li sappia osservare.
Non è un reato osservare i limiti di una persona, anzi: sarebbe ipocrita sostenere il contrario!
Io sono una gran criticona, ma -come ho già detto in passato- quelle che faccio non sono critiche sterili, fatte per il solo gusto di criticare, ma sono riflessioni basate su osservazioni profonde e (spero) intelligenti.
Sarebbe da sciocchi avvicinarsi a tutte le persone senza fare un filtro di quelle che potrebbero essere i caratteri o le personalità più idonee a noi.
Per conoscere le persone bisogna impiegare anni, tempo e dedizione.
E’ solo conoscendo le persone, con i loro difetti che possiamo così vagliare quelli che consideriamo Amici, amici o conoscenti.
E’ brutto il termine “vagliare”, ma passatemelo!
Ciò non toglie, però, che dobbiamo disprezzare le persone diverse da noi, anzi! Dovremmo apprezzare la diversità.
Meno male che esiste la diversità, meno male!!!
E’ normale e del tutto comune non essere d’accordo o meno con certi atteggiamenti, caratteri o pensieri, ma, nonostante ciò, occorre apprezzare la diversità di quelle persone, rispettandone i tratti dal momento in cui siamo tutti esseri umani.
E’ strano sentire queste parole da me, dal momento che sono sempre lì a criticare “chi fa questo” oppure “chi fa quell’altro”.
Ammetto che ciò sia abbastanza contraddittorio.
Credo ci sia però una differenza tra il rispettare le persone e le masse.
E il criticare le masse che come greggi fanno cose perché altri le fanno credo sia del tutto lecito.
Spero di essermi così giustificata.

Paraculo,
Antippa

 

 

 

 

 

 

 

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